La bella mugnaia

La bella mugnaia

Regia di

Mario Camerini

Anno

1955

Genere

Commedia

Categoria

Cinema


sinossi

Una commedia in costume sgargiante, una gioia per gli occhi e lo spirito

“La semplice opportunità di osservare Sophia Loren costituisce un privilegio” (New York Times)

La bella mugnaia, commedia in costume baciata dai colori sgargianti e dalla magnificenza visiva del CinemaScope, sprigiona una gioviale freschezza che è frutto di molteplici apporti. L’esperto Mario Camerini ci mette la mano sicura, il ritmo sostenuto e il senso fecondo del racconto che lo hanno reso un aggettivo qualificativo (non per nulla è d’uso parlare di “commedia cameriniana”). Dietro il paravento di una storia antica di tasse, proclami e malcontenti, si compiace di celare l’Italia del suo tempo. E’ il cast sontuoso a rendere il film una gioia per gli occhi e per lo spirito: Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Yvonne Sanson. A proposito della monumentale presenza della Loren, il critico del “New York Times” non ebbe dubbi: “La semplice opportunità di osservarla costituisce un privilegio”.

A Napoli, nel Settecento, durante la dominazione spagnola, il governatore tassa pure la pioggia. Per ingraziarsi i potenti e non pagare il dovuto, Carmela, che lavora al mulino assieme al marito Luca, sfodera le proprie grazie, senza mai concederle. Luca finisce in carcere, a seguito di una rivolta popolare. Per liberarlo, il governatore pretende, dalla mugnaia, una ricompensa in natura. Non avrà successo, ma il carcerato, quando riesce a evadere, è convinto che il tradimento sia stato consumato e decide di vendicarsi facendo sua la moglie del governatore. Anche lui dovrà andare in bianco, e ognuno potrà far ritorno al letto che gli spetta.

Una commedia in costume sgargiante, una gioia per gli occhi e lo spirito

“La semplice opportunità di osservare Sophia Loren costituisce un privilegio” (New York Times)

La bella mugnaia, commedia in costume baciata dai colori sgargianti e dalla magnificenza visiva del CinemaScope, sprigiona una gioviale freschezza che è frutto di molteplici apporti. L’esperto Mario Camerini ci mette la mano sicura, il ritmo sostenuto e il senso fecondo del racconto che lo hanno reso un aggettivo qualificativo (non per nulla è d’uso parlare di “commedia cameriniana”). Dietro il paravento di una storia antica di tasse, proclami e malcontenti, si compiace di celare l’Italia del suo tempo. E’ il cast sontuoso a rendere il film una gioia per gli occhi e per lo spirito: Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Yvonne Sanson. A proposito della monumentale presenza della Loren, il critico del “New York Times” non ebbe dubbi: “La semplice opportunità di osservarla costituisce un privilegio”.

A Napoli, nel Settecento, durante la dominazione spagnola, il governatore tassa pure la pioggia. Per ingraziarsi i potenti e non pagare il dovuto, Carmela, che lavora al mulino assieme al marito Luca, sfodera le proprie grazie, senza mai concederle. Luca finisce in carcere, a seguito di una rivolta popolare. Per liberarlo, il governatore pretende, dalla mugnaia, una ricompensa in natura. Non avrà successo, ma il carcerato, quando riesce a evadere, è convinto che il tradimento sia stato consumato e decide di vendicarsi facendo sua la moglie del governatore. Anche lui dovrà andare in bianco, e ognuno potrà far ritorno al letto che gli spetta.


La bella mugnaia