Ballando Ballando

Ballando Ballando

Regia di

Ettore Scola

Anno

1983

Genere

Commedia

Categoria

Cinema


sinossi

“Una rimarchevole opera d’arte” (New York Times)

24 attori,140 personaggi, mezzo secolo di storia raccontati attraverso la musica e la danza

Un film sorprendente, che conferma la grandezza internazionale di Ettore Scola

L’ennesima conferma della statura internazionale di Ettore Scola. Con 24 attori che interpretano 140 personaggi, racconta mezzo secolo di storia dalla prospettiva di una sala da ballo, senza bisogno di dire una parola. Con l’ausilio della musica e della danza, attraversiamo con grazia la Francia del Fronte Popolare, la minaccia dei bombardamenti in tempo di guerra, l’euforia della liberazione, le rivolte in Algeria, le contestazioni sessantottine. Fino al presente, dove i personaggi escono dalla sala portandosi appresso le proprie solitudini e le proprie speranze. “Non racconta la danza attraverso la storia, ma la storia attraverso la danza”, scriveva Alberto Moravia. Con humour, ironia, eleganza, rigore. Tanto da far parlare il “New York Times” di “rimarchevole opera d’arte”.

In una sala da ballo alla periferia di Parigi si incontra ogni sabato una varia umanità. Dal 1936 al 1983, la storia della Francia scorre a passo di danza e al suono della musica che cambia. 

“Una rimarchevole opera d’arte” (New York Times)

24 attori,140 personaggi, mezzo secolo di storia raccontati attraverso la musica e la danza

Un film sorprendente, che conferma la grandezza internazionale di Ettore Scola

L’ennesima conferma della statura internazionale di Ettore Scola. Con 24 attori che interpretano 140 personaggi, racconta mezzo secolo di storia dalla prospettiva di una sala da ballo, senza bisogno di dire una parola. Con l’ausilio della musica e della danza, attraversiamo con grazia la Francia del Fronte Popolare, la minaccia dei bombardamenti in tempo di guerra, l’euforia della liberazione, le rivolte in Algeria, le contestazioni sessantottine. Fino al presente, dove i personaggi escono dalla sala portandosi appresso le proprie solitudini e le proprie speranze. “Non racconta la danza attraverso la storia, ma la storia attraverso la danza”, scriveva Alberto Moravia. Con humour, ironia, eleganza, rigore. Tanto da far parlare il “New York Times” di “rimarchevole opera d’arte”.

In una sala da ballo alla periferia di Parigi si incontra ogni sabato una varia umanità. Dal 1936 al 1983, la storia della Francia scorre a passo di danza e al suono della musica che cambia. 


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