Belle ma povere

Belle ma povere

Regia di

Dino Risi

Anno

1957

Genere

Commedia

Categoria

Cinema


sinossi

Tornano i “poveri ma belli”, per cimentarsi nella difficile arte di mettere la testa a posto

La mano infallibile di Dino Risi ci consegna il ritratto fresco, vivace, un filo malinconico di un’epoca e della sua bella gioventù

Secondo capitolo di una trilogia iniziata trionfalmente con Poveri ma belli e conclusa con Poveri milionari, Belle ma povere racconta un momento di passaggio: la gioventù, un tempo completamente dedita alla spensieratezza e all’inseguimento delle gonnelle, ora comincia a dover prendersi delle responsabilità: trovarsi un lavoro, ad esempio. E magari sposarsi. Il transitare della dea dell’abbondanza Marisa Alassio segna per i turbolenti giovanotti l’irrompere di sussulti non ancora del tutto sopiti, che forse mai del tutto si sopiranno, ma che prima o dopo dovranno essere imbrigliati. Povere ma belle è un film solare con un lieve soffio di malinconia, una commedia rosa con una piccola nube nera all’orizzonte. Ha un cast strepitoso e un ritmo infallibile. Va gustato come un buon calice di vino bianco, assaporandone tutta la freschezza ad ogni sorso.

Romolo e Salvatore sono fidanzati rispettivamente con Anna Maria (sorella di Salvatore) e Marisa (sorella di Romolo). Le ragazze vorrebbero portarli all’altare, loro si cercano un lavoro. L’amicizia tra i due si incrina col ritorno di Giovanna, una ragazza che tempo prima aveva fatto perdere la testa a entrambi. Varie vicissitudini non impediranno di celebrare il duplice matrimonio.

Tornano i “poveri ma belli”, per cimentarsi nella difficile arte di mettere la testa a posto

La mano infallibile di Dino Risi ci consegna il ritratto fresco, vivace, un filo malinconico di un’epoca e della sua bella gioventù

Secondo capitolo di una trilogia iniziata trionfalmente con Poveri ma belli e conclusa con Poveri milionari, Belle ma povere racconta un momento di passaggio: la gioventù, un tempo completamente dedita alla spensieratezza e all’inseguimento delle gonnelle, ora comincia a dover prendersi delle responsabilità: trovarsi un lavoro, ad esempio. E magari sposarsi. Il transitare della dea dell’abbondanza Marisa Alassio segna per i turbolenti giovanotti l’irrompere di sussulti non ancora del tutto sopiti, che forse mai del tutto si sopiranno, ma che prima o dopo dovranno essere imbrigliati. Povere ma belle è un film solare con un lieve soffio di malinconia, una commedia rosa con una piccola nube nera all’orizzonte. Ha un cast strepitoso e un ritmo infallibile. Va gustato come un buon calice di vino bianco, assaporandone tutta la freschezza ad ogni sorso.

Romolo e Salvatore sono fidanzati rispettivamente con Anna Maria (sorella di Salvatore) e Marisa (sorella di Romolo). Le ragazze vorrebbero portarli all’altare, loro si cercano un lavoro. L’amicizia tra i due si incrina col ritorno di Giovanna, una ragazza che tempo prima aveva fatto perdere la testa a entrambi. Varie vicissitudini non impediranno di celebrare il duplice matrimonio.


Belle ma povere