IL FIGLIO DELLO SCEICCO

IL FIGLIO DELLO SCEICCO

Regia di

Bruno Corbucci

Anno

1978

Genere

Commedia

Categoria

Cinema


sinossi

Tomaso Milian in temporanea trasferta mondiale non tradisce: saggezza borgatara, dissennatezza splastick e momenti di pura adrenalina restano i suoi cavalli da battaglia

Tomas Milian rinuncia provvisoriamente all’ambientazione da romanzo criminale e ai panni del mitico Monnezza per una breve trasferta mediorientale. Ma i fan possono stare tranquilli, anche perché la squadra del film è composta dai fedelissimi dell’attore: Bruno Corbucci alla regia e Mario Amendola alla sceneggiatura. L’attore sfodera tutta la sua proverbiale saggezza trasteverina senza peli sulla lingua, passando dalla borgata alla reggia dello sceicco con invidiabile disinvoltura. Le battute ruvide fanno il paio con momenti di pura dissennatezza slapstick. E non mancano le bellezze da rivista patinata, l’intrigo spionistico e i colpi d’ala adrenalinici, in perfetta continuità con le scorribande poliziesche che il pubblico di Milian già amava alla follia.

Luigi Panacchioni, di padre ignoto, vivacchia con la madre sognando di aprire un distributore di benzina. Per un’incredibile serie di circostanze, si trova coinvolto in un intrigo internazionale ordito dalle compagnie petrolifere. Qualcuno infatti ha scoperto che il popolano Panacchioni è figlio di uno sceicco vecchio, malato e a quanto gli è dato sapere sprovvisto di eredi maschi…

Tomaso Milian in temporanea trasferta mondiale non tradisce: saggezza borgatara, dissennatezza splastick e momenti di pura adrenalina restano i suoi cavalli da battaglia

Tomas Milian rinuncia provvisoriamente all’ambientazione da romanzo criminale e ai panni del mitico Monnezza per una breve trasferta mediorientale. Ma i fan possono stare tranquilli, anche perché la squadra del film è composta dai fedelissimi dell’attore: Bruno Corbucci alla regia e Mario Amendola alla sceneggiatura. L’attore sfodera tutta la sua proverbiale saggezza trasteverina senza peli sulla lingua, passando dalla borgata alla reggia dello sceicco con invidiabile disinvoltura. Le battute ruvide fanno il paio con momenti di pura dissennatezza slapstick. E non mancano le bellezze da rivista patinata, l’intrigo spionistico e i colpi d’ala adrenalinici, in perfetta continuità con le scorribande poliziesche che il pubblico di Milian già amava alla follia.

Luigi Panacchioni, di padre ignoto, vivacchia con la madre sognando di aprire un distributore di benzina. Per un’incredibile serie di circostanze, si trova coinvolto in un intrigo internazionale ordito dalle compagnie petrolifere. Qualcuno infatti ha scoperto che il popolano Panacchioni è figlio di uno sceicco vecchio, malato e a quanto gli è dato sapere sprovvisto di eredi maschi…


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