IL GIORNO PIU’ CORTO

IL GIORNO PIU’ CORTO

Regia di

Sergio Corbucci

Anno

1962

Genere

Commedia

Categoria

Cinema


sinossi

Un kolossal della comicità italiana, 88 attori di fama danno vita a un film miracolosamente spassoso

Franco e Ciccio, Walter Chiari, Totò, Virna Lisi, Raimondo Vianello, Aldo Fabrizi, Franca Valeri e tantissimi altri, nel film chiamato a risollevare le sorti della Titanus

Sarà pure un film con Franco e Ciccio, vale a dire un duo associato generalmente a film di modesto impegno produttivo, ma mai nel cinema italiano si era visto un tale dispiego di beniamini del pubblico. Tutti chiamati a raccolta per risollevare le sorti di una casa di produzione gloriosa in momentanea crisi. 88 attori per una farsa scatenata che rilegge gli anni della prima guerra mondiale. Oltre ai due celebri comici siciliani, nell’elenco che qui per forza manteniamo striminzito compaiono: Walter Chiari nel ruolo dell’avvocato difensore scappato dal manicomio, Raimondo Vianello perfetto nei panni dell’ufficiale austriaco inflessibile e sotto sotto gay, Aldo Fabrizi con una sola battuta (ma fulminante: “La prima fermata è Caporetto!”), Ugo Tognazzi pastore siculo che parla veneto, Virna Lisi pronta a qualsiasi travestimento pur di riuscire ad arruolarsi, Totò frate bersagliere. E ancora: Franca Valeri, i De Filippo, Amedeo Nazzari, Macario, Renato Salvatori, Giuliano Gemma, Gino Cervi, Jean-Paul Belmondo… Il miracolo è come, con un tale esercito di attori di gran peso, il film regga egregiamente.

Due spiantanti siciliani devono difendersi in tribunale dall’accusa di tradimento. Seguiamo le loro tragicomiche vicende nel corso della prima guerra mondiale. Entrati per errore a rimpolpare le fila dell’esercito italiano, combinano un guaio dopo l’altro ma contribuiscono inconsapevolmente alla sconfitta del nemico.

Un kolossal della comicità italiana, 88 attori di fama danno vita a un film miracolosamente spassoso

Franco e Ciccio, Walter Chiari, Totò, Virna Lisi, Raimondo Vianello, Aldo Fabrizi, Franca Valeri e tantissimi altri, nel film chiamato a risollevare le sorti della Titanus

Sarà pure un film con Franco e Ciccio, vale a dire un duo associato generalmente a film di modesto impegno produttivo, ma mai nel cinema italiano si era visto un tale dispiego di beniamini del pubblico. Tutti chiamati a raccolta per risollevare le sorti di una casa di produzione gloriosa in momentanea crisi. 88 attori per una farsa scatenata che rilegge gli anni della prima guerra mondiale. Oltre ai due celebri comici siciliani, nell’elenco che qui per forza manteniamo striminzito compaiono: Walter Chiari nel ruolo dell’avvocato difensore scappato dal manicomio, Raimondo Vianello perfetto nei panni dell’ufficiale austriaco inflessibile e sotto sotto gay, Aldo Fabrizi con una sola battuta (ma fulminante: “La prima fermata è Caporetto!”), Ugo Tognazzi pastore siculo che parla veneto, Virna Lisi pronta a qualsiasi travestimento pur di riuscire ad arruolarsi, Totò frate bersagliere. E ancora: Franca Valeri, i De Filippo, Amedeo Nazzari, Macario, Renato Salvatori, Giuliano Gemma, Gino Cervi, Jean-Paul Belmondo… Il miracolo è come, con un tale esercito di attori di gran peso, il film regga egregiamente.

Due spiantanti siciliani devono difendersi in tribunale dall’accusa di tradimento. Seguiamo le loro tragicomiche vicende nel corso della prima guerra mondiale. Entrati per errore a rimpolpare le fila dell’esercito italiano, combinano un guaio dopo l’altro ma contribuiscono inconsapevolmente alla sconfitta del nemico.


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