IL RITORNO DI ZANNA BIANCA

IL RITORNO DI ZANNA BIANCA

Regia di

Lucio Fulci

Anno

1974

Genere

Avventura

Categoria

Cinema


sinossi

A un anno dall’inaspettato e prodigioso successo del primo Zanna Bianca, per il sequel ci si affida in gran misura alla stessa troupe e allo stesso cast. Stavolta non si può parlare però di un adattamento del romanzo scritto da Jack London, per quanto il film cerchi di rimanere aderente allo spirito dell’originale. Questo secondo capitolo è una sorta di rilancio, che moltiplica le occasioni di godimento spettacolare mantenendo intatto quel senso di pessimismo verso la specie umana che aveva caratterizzato la pellicola precedente: avidità, violenza, durezza della natura sono ingredienti che allontanano il film dalla favola edulcorata per fanciulli. Se di favola si tratta, è una favola nera. Con panorami da mozzare il fiato (tra Canada e Austria) e momenti d’azione che tengono incollati: su tutti, la lotta di Zanna Bianca con l’aquila e quella che forse è la più emozionante scena di inseguimento sulle slitte mai girata. Il pubblico, anche stavolta, ne va pazzo.

Klondike, fine Ottocento. Il perfido Beauty Smith, paraplegico per finta, tiene in scacco una cittadina con la prepotenza senza scrupoli, l’inganno e la corruzione. Lui e i suoi sodali dovranno vedersela con Zanna Bianca (incrocio tra lupo e cane), il piccolo Bill, un giornalista di fama, una suora e altri personaggi che decidono di abbracciare la causa del bene. Tra combattimenti con aquile, delazioni, slavine, e corse mozzafiato sulla slitta per assicurarsi il possesso di una miniera.

A un anno dall’inaspettato e prodigioso successo del primo Zanna Bianca, per il sequel ci si affida in gran misura alla stessa troupe e allo stesso cast. Stavolta non si può parlare però di un adattamento del romanzo scritto da Jack London, per quanto il film cerchi di rimanere aderente allo spirito dell’originale. Questo secondo capitolo è una sorta di rilancio, che moltiplica le occasioni di godimento spettacolare mantenendo intatto quel senso di pessimismo verso la specie umana che aveva caratterizzato la pellicola precedente: avidità, violenza, durezza della natura sono ingredienti che allontanano il film dalla favola edulcorata per fanciulli. Se di favola si tratta, è una favola nera. Con panorami da mozzare il fiato (tra Canada e Austria) e momenti d’azione che tengono incollati: su tutti, la lotta di Zanna Bianca con l’aquila e quella che forse è la più emozionante scena di inseguimento sulle slitte mai girata. Il pubblico, anche stavolta, ne va pazzo.

Klondike, fine Ottocento. Il perfido Beauty Smith, paraplegico per finta, tiene in scacco una cittadina con la prepotenza senza scrupoli, l’inganno e la corruzione. Lui e i suoi sodali dovranno vedersela con Zanna Bianca (incrocio tra lupo e cane), il piccolo Bill, un giornalista di fama, una suora e altri personaggi che decidono di abbracciare la causa del bene. Tra combattimenti con aquile, delazioni, slavine, e corse mozzafiato sulla slitta per assicurarsi il possesso di una miniera.


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