PORCI CON LE ALI

PORCI CON LE ALI

Regia di

Paolo Pietrangeli

Anno

1977

Genere

Drammatico

Categoria

Cinema


sinossi

L’opera prima di Paolo Pietrangeli, che aveva composto alcuni inni canori del movimento sessantottino italiano (“Contessa” è probabilmente il più noto), si butta a testa bassa negli anni della contestazione giovanile, per registrarne slanci e delusioni. Tornerà sul “luogo del delitto” un paio di anni dopo con un altro film, I giorni cantati, e uno sguardo ancora più cupo e disilluso. Porci con le ali nasce dal bestseller (sottotitolo: “Diario sessuo-politico di due adolescenti”) pubblicato l’anno prima da Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, motivo di scandalo per l’esplicita trattazione del connubio tra pulsioni erotiche e fervore barricadero. Anche il film subì all’epoca non pochi ostracismi e divieti, dovuti in modo particolare a una rappresentazione del corpo nudo maschile che all’epoca molti consideravamo indecorosa. All’uscita, nonostante un buon successo di pubblico, fu bersagliato da critiche provenienti da ogni direzione, comprese quelle degli autori del romanzo. Rivisto oggi, ci si accorge di una modernità visiva e narrativa rara nel cinema italiano, e di una sorprendente lucidità nel mettere sul piatto le confusioni pubbliche e private di una generazione. Il film si avvale delle canzoni di Giovanna Marini, una delle voci più importanti nello studio e nella riscoperta della tradizione della musica popolare italiana.

Rocco e Antonia, studenti quindicenni politicamente attivi a sinistra e insofferenti nei confronti del conformismo dei loro genitori, si innamorano e scoprono il sesso. Ma la relazione non dura. Dopo altre esperienze, anche omosessuali, e l’occupazione della scuola, l’anno scolastico finisce e i due prendono strade diverse.

L’opera prima di Paolo Pietrangeli, che aveva composto alcuni inni canori del movimento sessantottino italiano (“Contessa” è probabilmente il più noto), si butta a testa bassa negli anni della contestazione giovanile, per registrarne slanci e delusioni. Tornerà sul “luogo del delitto” un paio di anni dopo con un altro film, I giorni cantati, e uno sguardo ancora più cupo e disilluso. Porci con le ali nasce dal bestseller (sottotitolo: “Diario sessuo-politico di due adolescenti”) pubblicato l’anno prima da Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, motivo di scandalo per l’esplicita trattazione del connubio tra pulsioni erotiche e fervore barricadero. Anche il film subì all’epoca non pochi ostracismi e divieti, dovuti in modo particolare a una rappresentazione del corpo nudo maschile che all’epoca molti consideravamo indecorosa. All’uscita, nonostante un buon successo di pubblico, fu bersagliato da critiche provenienti da ogni direzione, comprese quelle degli autori del romanzo. Rivisto oggi, ci si accorge di una modernità visiva e narrativa rara nel cinema italiano, e di una sorprendente lucidità nel mettere sul piatto le confusioni pubbliche e private di una generazione. Il film si avvale delle canzoni di Giovanna Marini, una delle voci più importanti nello studio e nella riscoperta della tradizione della musica popolare italiana.

Rocco e Antonia, studenti quindicenni politicamente attivi a sinistra e insofferenti nei confronti del conformismo dei loro genitori, si innamorano e scoprono il sesso. Ma la relazione non dura. Dopo altre esperienze, anche omosessuali, e l’occupazione della scuola, l’anno scolastico finisce e i due prendono strade diverse.


PORCI CON LE ALI
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