Pane, amore e fantasia

Pane, amore e fantasia

Anno

1953

Genere

Commedia

Categoria

Cinema


sinossi

Il film che ha reinventato la commedia ammaliando milioni di spettatori, ieri e oggi

Un capolavoro di immediatezza comunicativa, un inno al piacere del cinema

Uno dei personaggi più indimenticabili di Vittorio De Sica, il ruolo della vita di Gina Lollobrigida

Film amatissimo dal pubblico di ieri e di oggi, Pane, amore e fantasia ha reinventato la commedia, con buona pace di certa critica impegnata che quando incontra gioia e leggerezza si copre gli occhi e crede che “neorealismo rosa” sia un’offesa mortale. Comencini sintetizza così le sue intenzioni, perfettamente realizzate: “Volevo una commedia paesana, di caratteri, elegante, senza volgarità, con un’ambientazione sociale delineata”. Il mondo e il teatro si fondono con naturalezza insuperata. È un inno al piacere di fare (e guardare) un cinema di personaggi vivi, di attori immediatamente irresistibili, di ritmi coinvolgenti dal primo all’ultimo momento. Un capolavoro di immediatezza comunicativa. La Bersagliera Gina Lollobrigida, mai cosi brava e bella, e il sornione e buffo maresciallo De Sica portano tra il pubblico un nuovo divismo, fresco e scanzonato, che ha lasciato un segno indelebile.

Il maresciallo Carotenuto è assegnato a un paesello montanaro dell’Italia centrale, dove il passatempo preferito è farsi gli affari degli altri. Mette gli occhi sulla Bersagliera, una popolana esuberante che in effetti non può passare inosservata. Ma la ragazza ama di nascosto il carabiniere Stelluti. Il maresciallo ripiega allora su una levatrice, che però si rivela madre di un figlio tenuto segreto. L’intervento del parroco rimuoverà gli ostacoli che si frappongono all’unione delle coppie.

Il film che ha reinventato la commedia ammaliando milioni di spettatori, ieri e oggi

Un capolavoro di immediatezza comunicativa, un inno al piacere del cinema

Uno dei personaggi più indimenticabili di Vittorio De Sica, il ruolo della vita di Gina Lollobrigida

Film amatissimo dal pubblico di ieri e di oggi, Pane, amore e fantasia ha reinventato la commedia, con buona pace di certa critica impegnata che quando incontra gioia e leggerezza si copre gli occhi e crede che “neorealismo rosa” sia un’offesa mortale. Comencini sintetizza così le sue intenzioni, perfettamente realizzate: “Volevo una commedia paesana, di caratteri, elegante, senza volgarità, con un’ambientazione sociale delineata”. Il mondo e il teatro si fondono con naturalezza insuperata. È un inno al piacere di fare (e guardare) un cinema di personaggi vivi, di attori immediatamente irresistibili, di ritmi coinvolgenti dal primo all’ultimo momento. Un capolavoro di immediatezza comunicativa. La Bersagliera Gina Lollobrigida, mai cosi brava e bella, e il sornione e buffo maresciallo De Sica portano tra il pubblico un nuovo divismo, fresco e scanzonato, che ha lasciato un segno indelebile.

Il maresciallo Carotenuto è assegnato a un paesello montanaro dell’Italia centrale, dove il passatempo preferito è farsi gli affari degli altri. Mette gli occhi sulla Bersagliera, una popolana esuberante che in effetti non può passare inosservata. Ma la ragazza ama di nascosto il carabiniere Stelluti. Il maresciallo ripiega allora su una levatrice, che però si rivela madre di un figlio tenuto segreto. L’intervento del parroco rimuoverà gli ostacoli che si frappongono all’unione delle coppie.


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